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La storia di Monte Sole deve essere preservata come memoria per le generazioni future, è importante conoscerla e capirla per ricordare, riconoscere ed evitare.

La storia di Monte Sole aiuta a riflettere sugli errori dell'uomo e ad impegnarsi maggiormente per un presente di pacifico dialogo e confronto.

La storia di Monte Sole è scritta su ogni albero, su ogni pietra, su ogni persona che ne ha vissuto o ne tramanda il ricordo.

 

 

La caduta del fascismo

Il 25 luglio 1943 in un Ordine del giorno del Gran Consiglio del fascismo veniva fatta richiesta al re Vittorio Emanuele II di ritirare il consenso concesso al governo Mussolini.

"Restituzione immediata al popolo italiano di tutte le libertà costituzionali"

Benito Mussolini fu arrestato per ordine del Re e condannato al domicilio coatto nell'Isola di Ponza. Il crollo del fascismo fu accolto con giubilo dalla popolazione italiana, sfinita dal regime e dalla guerra.

La caduta del regime fascista aprì per l'Italia speranze di pace, considerate da molti ormai vicine.

Nei giorni seguenti le notizie diffuse dai giornali ufficiali e dalla radio di Stato continuavano a promovere la continuzione della guerra italo-tedesca ma, nonostante i divieti, venivano stampati e diffusi periodici e fogli volanti dei partiti antifascisti e, per quanto fosse vietato riunirsi in più di tre persone, le notizie e i progetti per il superamento delle difficilissime condizioni di vita dilagavano e coinvolgevano  un numero di persone sempre più ampio. 

Il 26 luglio 1943 a Bologna in Piazza Vittorio Emanuele II, ora Piazza Maggiore, i rappresentanti deiPartiti antifascisti della Provincia di Bologna organizzarono una manifestazione popolare inneggiando: "Armistizio immediato e pace con onore", "Via i tedeschi dall'Italia!", "Restituzione immediata al popolo italiano di tutte le libertà costituzionali".

L'armistizio tra l'Italia e gli Alleati

L'8 settembre 1943 alle 19.45 fu annunciato dal maresciallo Badoglio l'armistizio tra le forze alleate e l'Italia.

La notizia generò un'improvvisa felicità tra la maggior parte della gente che uscì in strada per festeggiare la fine dalla guerra e la sperata ripresa della normalità.

"Ragazzi, andate pure a suonare ma la guerra deve ancora cominciare per noi italiani"

don Augusto Castelli

Quando la notizia giunse a Monzuno alcuni uomini corsero alla Chiesa per suonare a festa le campane ma si stupirono di fronte alla parole del parroco di Monzuno, don Augusto Castelli, che disse loro: "Ragazzi, andate pure a suonare ma la guerra deve ancora cominciare per noi italiani".

Il presentimento di don Castelli aveva purtroppo basi molto solide: il re e Badoglio avevano voltato le spalle alla Germania nazista, passando con gli Alleati ed ora i tedeschi consideravano l'Italia traditrice e stavano iniziando l'occupazione armata.

Scrive don Dario Zanini nel suo libro Marzabotto e dintorni: "I tedeschi con un gesto di prepotenza cominciarono ad asportare del grano dai magazzini di Vado dove era stato ammassato dopo la trebbiatura dalle varia frazioni del comune. Si temette che la gente potesse rimanere senza pane. La mattina del 10 settembre [...] si era costituito un improvvisato comitato popolare [...] che aveva preso la determinazione [...] di distribuire il grano dell'ammasso a tutti i cittadini: 50Kg a testa."

La Resistenza

Nel territorio di Monte Sole, la Resistenza prendeva forma nella Brigata Partigiana Stella Rossa, comandata da Mario Musolesi, detto "Lupo"

La Resistenza fu l'insieme di movimenti politici e militari che si opposero al nazifascismo in Italia durante la guerra di liberazione italiana. La Resistenza fu alimentata da un impegno unitario di molteplici e in alcuni casi opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, cattolici, liberali, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.

Nel territorio di Monte Sole, la Resistenza prendeva forma nella Brigata Partigiana Stella Rossa, comandata da Mario Musolesi, detto "Lupo", un gruppo di combattenti stimato in 700-800 unità, equipaggiati con armi leggere che dal novembre del 1943 combatté contro le forze nazi-fasciste nei territori circostanti Monte SoleMarzabottoMonzunoGrizzana Morandi e comuni limitrofi.

La Brigata Stella Rossa fu autrice di numerose azioni di guerriglia che portarono seri danni all'efficenza dell'apparato comunicativo dell'esercito tedesco tramite  sabotaggi ed assalti a veicoli di trasporto truppe.

Tra le azioni più rilevanti della Brigata Stella Rossa si ricorda che nel febbraio del 1944 una squadra della Stella Rossa sabotò un treno in uso all'esercito tedesco stazionato all'interno della galleria ferroviaria della Direttissima, provocando la distruzione di 44 vagoni carichi di munizioni e di benzina.

Gli attacchi della Brigata si intensificarono e con il passare del tempo divennero quasi quotidiani. Di pari passo anche le rappresaglie tedesche portarono a numerosi rastrellamenti ed uccisioni, anche di civili, ritenuti dalla parte dei partigiani.

L'eccidio di Monte Sole

L'eccidio di Monte Sole (detta anche Strage di Marzabotto) è stato uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile compiuti in Europa occidentale dalle armate tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tra il 29 settembre 1944 ed il 5 ottobre 1944 la popolazione civile del territorio di Marzabotto nei dintorni di Monte Sole subì stragi ed esecuzioni di massa ad opera di militari nazisti, impegnati in un'operazione di rastrellamento diretta contro la Brigata Partigiana Stella Rossa.

"La nostra pietà per loro significhi che tutti gli uomini e le donne sappiano vigilare perché mai più il nazifascismo risorga"

Lapide del cimitero di Casaglia

L'operazione militare fu avviata dai nazisti per infliggere un duro colpo alla Brigata Partigiana Stella Rossa ma già dal suo inizio coinvolse direttamente la popolazione civile. Infatti la mattina del 29 settembre le truppe tedesche accerchiarono una vasta area di territorio circondante Monte Sole assaltando abitazioni civili, scuole, cascine e facendone terra bruciata, senza risparmiare la popolazione.

Al diffondersi della notizia sull'imprevedibile strage, la popolazione atterrita si rifugiò nelle chiese per trovare rifugio e consolazione. Nella chiesa di Casaglia il parroco don Ubaldo Marchioni radunò un grande gruppo di persone, prevalentemente donne, bambini ed anziani per recitare il Rosario. Durante la preghiera irruppero le truppe naziste che dentro la chiesa uccisero don Marchioni ed alcuni anziani che erano invalidi.

Le altre persone presenti nella chiesa furono condotte nel cimitero di Casaglia e qui furono uccise a sangue freddo a colpi di mitragliatrice. Le vittime furono 195, di cui 50 bambini.

La strage della chiesa di Casaglia fu solo l'inizio dell'eccidio, ogni località, ogni casolare incontrò la furia omicida dei soldati nazisti, nessuno fu risparmiato.

Dopo sei giorni di violenze, il 5 ottobre 1944, il bilancio delle vittime era salito a 770 persone soltanto tra i civili.

 

Il Cinghiale (Sus scrofa) è uno degli ungulati più diffusi e più facili da avvistare all'interno del Parco Storico Regionale di Monte Sole.

Il Cinghiale ha abitudini crepuscolari, si nutre di ghiande, tuberi, frutta, lombrichi, molluschi e piccoli vertebrati, mentre trascorre la giornata al riparo di macchie ed arbusti.

I segni più evidenti del passaggio del Cinghiale sono le arature del terreno, fatte con il muso per ricercare il cibo. Le orme sono inconfondibili

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